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🔖 Metodo di prova

Venezia, il terzo fa strike

Terzo estratto di Venezia più 35, ambo secco su Bari e Genova

Il titolo è quello dato dall'autore: la fonte è indicata qui sotto.

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IN PERDITA In perdita di 2.805,00 € (-48,3% del giocato) Su 5.805,00 € giocati in 296 occasioni, pur vincendo nel 4,1% delle giocate.
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Applicato su 2 ruote, 1 ambo Durata massima 10 estrazioni per giocata.
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Verificato su 87 anni di archivio Dal sabato 7 gennaio 1939 a oggi — 7.415 estrazioni.
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La regola, come la pubblica la fonte

Quando il numero 81 esce sulla ruota di Cagliari, si somma 35 al terzo estratto di Venezia della stessa estrazione, applicando la regola del fuori 90 (per esempio 89+35=124, che diventa 34). Il numero cosi' ottenuto forma un ambo secco con il fisso 52, giocato per dieci estrazioni su Bari e Genova.

Dove la fonte non è precisa. Se il calcolo restituisse proprio 52, la fonte dice di "aumentare uno dei due": abbiamo aumentato di uno il numero calcolato. Abbiamo scelto l'interpretazione più favorevole al metodo, per non farlo perdere per un nostro cavillo.

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Fonte: Rivista LottoMio n.1005 del 28 luglio 2026, pagina 11, rubrica a cura di Tania Nista

Il metodo non è nostro: lo abbiamo solo trascritto e verificato sull'intero archivio.

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Cosa è successo in 7.415 estrazioni

Il libro dei contiVenezia, il terzo fa strike
Condizione avverata440 volte
— ignorate perché una giocata era già in corso144
Giocate avviate296
Estrazioni effettivamente giocate 2904 9,8 per giocata, su 10 massime
Costo di ogni estrazione giocata 2,00 € 2 ruote × 1 singola giocata (1 ambo) da 1,00 € l'una
Giocate chiuse con una vincita12 — 4,1%
Colpo medio della vincita5.3°
Ambi secchi usciti 250,00 € l'uno 12 — 3.000,00 €
Totale giocato5.805,00 €
Totale vinto3.000,00 €
Saldo -2.805,00 € -48,3% di quanto è stato giocato — margine di incertezza ±866,03 € (14,9 punti), perché tutto dipende da quanti ambi sono usciti

Come si ricostruisce il totale giocato: la posta è di 1,00 € su ogni singola giocata — non sull'insieme — quindi ogni estrazione costa 2 × 1 = 2,00 €. In tutto: 2904 estrazioni giocate × 2,00 € = 5.808,00 €, meno 3,00 € per le estrazioni in cui una delle ruote non estraeva — cosa che succedeva nei decenni passati — quindi 5.805,00 €. Le estrazioni giocate sono meno di 296×10 perché ogni giocata si chiude alla prima vincita, e le 144 condizioni scattate mentre una giocata era già in corso non ne aprono una nuova.

Qui non c'è nemmeno il conforto della frequenza: solo il 4,1% delle giocate si è chiuso con una vincita. È il prezzo dell'ambo secco, che paga molto ma esce di rado — e le rare vincite non coprono le estrazioni pagate nell'attesa.

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Lo stesso gioco, con numeri scelti a caso

Questa è la domanda che decide tutto: il metodo fa meglio di una scelta a caso? Abbiamo ripetuto 1500 volte la stessa identica giocata — stessa condizione, stesse estrazioni, stesse ruote, stessa posta — cambiando soltanto i numeri, presi a sorte.

Saldo
Il metodo-2.805,00 €
Numeri a caso, risultato tipico-2.289,00 €
Numeri a caso, il 5% peggiore-3.825,00 €
Numeri a caso, il 5% migliore-555,00 €

Giocando a caso si è fatto meglio del metodo 1072 volte su 1500, cioè nel 71,5% dei casi. Il caso ha fatto meglio piu' spesso del metodo.

Attenzione a non leggere troppo in questo confronto. Questo metodo ha totalizzato solo 12 vincite in tutta la storia dell'archivio: con numeri così piccoli il risultato oscilla molto per puro caso, e la differenza rispetto a una scelta casuale non è un dato solido. La conclusione affidabile resta una sola, ed è quella della sezione seguente: le quote.

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Quanto è preciso questo risultato

Meno di quanto sembri, e va detto. Quasi tutto l'incasso di una giocata come questa viene dagli ambi, che sono rari ma pagano 250 volte la posta. Qui ne sono usciti 12 in tutta la storia dell'archivio: bastano pochi ambi in più o in meno perché il saldo si sposti di parecchio.

Il margine è di circa ±866,03 €, cioè 14,9 punti percentuali. Vuol dire che uno scarto di qualche punto rispetto alla perdita attesa non prova nulla, né a favore né contro il metodo: rientra nell'oscillazione normale.

È la ragione per cui la conclusione affidabile di questa pagina non è il saldo esatto, ma il fatto che nessuna durata e nessuna scelta di numeri porti il rendimento sopra quello che le quote consentono.

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Perché il risultato era prevedibile

Non serviva l'archivio per sapere come sarebbe finita: bastano le quote. Ogni euro giocato all'estratto rende 62,4 centesimi in media, ogni euro sull'ambo 62,4 — sono le vincite ufficiali, meno la ritenuta, moltiplicate per la probabilità di indovinare. Perdere circa il 37,6% di quanto si gioca non è sfortuna: è come sono costruite le quote, e vale per qualunque giocata, con o senza metodo.

Su 5.805,00 € giocati la perdita attesa era -2.181,40 €. Il metodo ha chiuso a -2.805,00 €, cioè -48,3% del giocato contro il 37,6% atteso: uno scarto dello 10,74%. Nessuna scelta di numeri sposta questa cifra, perché la probabilità di ogni numero è la stessa e le vincite sono fisse.

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Come abbiamo fatto la prova

La regola è stata trascritta prima di eseguirla, così com'è pubblicata, senza ritoccare né i numeri né la durata per migliorare il risultato: sarebbe stato scegliere la risposta e poi cercare la domanda. È stata applicata a tutto l'archivio, dal sabato 7 gennaio 1939 a oggi, non a un periodo scelto da noi. Una giocata si chiude alla prima vincita o dopo 10 estrazioni, e una nuova condizione che si avvera mentre una giocata è in corso viene ignorata. Puntata di 1 € su ogni singola giocata — non sull'insieme della previsione.

Questa pagina non dice di giocare né di non giocare, e non propone alternative "migliori": mostra soltanto cosa sarebbe successo applicando questa regola per 87 anni. Un ritardo alto non rende un'uscita più probabile.

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