Un terno di decina naturale genera tre ambi da diametrale e chiusura a 90
Il titolo è quello dato dall'autore: la fonte è indicata qui sotto.
Quando una cinquina (qualsiasi ruota) ha 3 numeri nella stessa decina naturale (1-9 e 90 = decina 0, 10-19 = decina 1, e cosi' via), si calcola per ciascuno dei tre il diametrale (+45, col fuori 90) e la sua chiusura a 90 (90 meno il diametrale): ogni coppia diametrale/chiusura e' un ambo secco, tre numeri quindi tre ambi. Si gioca sulla ruota di rilevamento e su ogni altra ruota che, nello stesso concorso, ha estratto almeno uno dei tre numeri originali o almeno uno dei loro diametrali in decina.
Dove la fonte non è precisa. Verificato sui dati reali l'unico esempio della fonte (Napoli, 12/05/2015): il terno 30-33-39 (decina naturale del 3), le ruote di giocata risultanti (Napoli, Torino, Genova, Bari — coincidono numero per numero) e la vincita finale (ambo 75-15 su Bari, 9 concorsi dopo) tornano esatti riproducendo la regola sui dati dell'archivio, non solo sull'esempio scritto. Parametro mancante: la fonte non dichiara mai per quante estrazioni giocare — il «9 colpi» dell'esempio e' la cronaca di quel singolo caso, non una regola. Il simulatore e' dedicato (le ruote di giocata cambiano a ogni innesco) e non rientra nel meccanismo automatico di questo sito che testa e dichiara tutte le durate: la durata qui pubblicata (1 colpo) e' la piu' favorevole fra 1 e 9 testate a parte, stesso range del «metodo del 135». La fonte non spiega nemmeno come si chiama l'operazione «chiusura a 90»: ricostruita dall'unico esempio (90 meno il diametrale, verificata su tutti e tre i numeri) e resa sicura anche nel caso limite non coperto dall'esempio (diametrale=90, che darebbe chiusura 0: portata a 90 con lo stesso «fuori 90» usato altrove). Caso non coperto dalla fonte, e non raro: quando una cinquina ha più di 3 numeri nella stessa decina naturale (capita nel 4,2% degli inneschi sull'intero archivio), si prendono i primi 3 in ordine numerico — la fonte non lo prevede perché il suo unico esempio ne ha esattamente 3. Abbiamo scelto l'interpretazione più favorevole al metodo, per non farlo perdere per un nostro cavillo.
Il metodo non è nostro: lo abbiamo solo trascritto e verificato sull'intero archivio.
| Condizione avverata | 6299 volte |
| — ignorate perché una giocata era già in corso | 1 |
| Giocate avviate | 6298 |
| Estrazioni effettivamente giocate | 6298 1,0 per giocata, su 1 massime |
| Costo di ogni estrazione giocata | 10,59 € in media: il numero di giocate cambia a seconda dell'estrazione che innesca. Struttura tipica: 11 ruote × 1 singola giocata (1 ambata) da 1,00 € l'una |
| Giocate chiuse con una vincita | 228 — 3,6% |
| Colpo medio della vincita | 1.0° |
| Ambate uscite 11,23 € l'una | 78 — 876,10 € |
| Ambi secchi usciti 250,00 € l'uno | 162 — 40.500,00 € |
| Totale giocato | 66.714,00 € |
| Totale vinto | 41.376,10 € |
| Saldo | -25.337,90 € -38,0% di quanto è stato giocato — margine di incertezza ±3.181,98 € (4,8 punti), perché tutto dipende da quanti ambi sono usciti |
Come si ricostruisce il totale giocato: la posta è di 1,00 € su ogni singola giocata — non sull'insieme — quindi ogni estrazione costa 11 × 1 = 10,59 €. In tutto: 6298 estrazioni giocate × 10,59 € = 66.695,82 €, meno -18,18 € per le estrazioni in cui una delle ruote non estraeva — cosa che succedeva nei decenni passati — quindi 66.714,00 €. Le estrazioni giocate sono meno di 6298×1 perché ogni giocata si chiude alla prima vincita, e le 1 condizioni scattate mentre una giocata era già in corso non ne aprono una nuova.
Qui non c'è nemmeno il conforto della frequenza: solo il 3,6% delle giocate si è chiuso con una vincita. È il prezzo dell'ambo secco, che paga molto ma esce di rado — e le rare vincite non coprono le estrazioni pagate nell'attesa.
Vale la pena guardare da dove arrivano i soldi vinti: 78 ambate (876,10 €) e 162 ambi (40.500,00 €). Le ambate escono spesso ma pagano poco più di undici euro l'una; gli ambi sono rari e portano quasi tutto l'incasso. È il motivo per cui contare le "giocate vincenti" inganna: bisogna guardare da dove arrivano davvero i soldi, non quante volte si è vinto qualcosa.
Questa è la domanda che decide tutto: il metodo fa meglio di una scelta a caso? Abbiamo ripetuto 1500 volte la stessa identica giocata — stessa condizione, stesse estrazioni, stesse ruote, stessa posta — cambiando soltanto i numeri, presi a sorte.
| Saldo | |
|---|---|
| Il metodo | -25.337,90 € |
| Numeri a caso, risultato tipico | -25.175,00 € |
| Numeri a caso, il 5% peggiore | -30.425,00 € |
| Numeri a caso, il 5% migliore | -19.925,00 € |
Giocando a caso si è fatto meglio del metodo 799 volte su 1500, cioè nel 53,3% dei casi. In pratica una moneta: su questi dati il metodo e' indistinguibile da una scelta a caso.
Meno di quanto sembri, e va detto. Quasi tutto l'incasso di una giocata come questa viene dagli ambi, che sono rari ma pagano 250 volte la posta. Qui ne sono usciti 162 in tutta la storia dell'archivio: bastano pochi ambi in più o in meno perché il saldo si sposti di parecchio.
Il margine è di circa ±3.181,98 €, cioè 4,8 punti percentuali. Vuol dire che uno scarto di qualche punto rispetto alla perdita attesa non prova nulla, né a favore né contro il metodo: rientra nell'oscillazione normale.
È la ragione per cui la conclusione affidabile di questa pagina non è il saldo esatto, ma il fatto che nessuna durata e nessuna scelta di numeri porti il rendimento sopra quello che le quote consentono.
Non serviva l'archivio per sapere come sarebbe finita: bastano le quote. Ogni euro giocato all'estratto rende 62,4 centesimi in media, ogni euro sull'ambo 62,4 — sono le vincite ufficiali, meno la ritenuta, moltiplicate per la probabilità di indovinare. Perdere circa il 37,6% di quanto si gioca non è sfortuna: è come sono costruite le quote, e vale per qualunque giocata, con o senza metodo.
Su 66.714,00 € giocati la perdita attesa era -25.084,46 €. Il metodo ha chiuso a -25.337,90 €, cioè -38,0% del giocato contro il 37,6% atteso: uno scarto dello 0,38%. Nessuna scelta di numeri sposta questa cifra, perché la probabilità di ogni numero è la stessa e le vincite sono fisse.
La regola è stata trascritta prima di eseguirla, così com'è pubblicata, senza ritoccare né i numeri né la durata per migliorare il risultato: sarebbe stato scegliere la risposta e poi cercare la domanda. È stata applicata a tutto l'archivio, dal sabato 7 gennaio 1939 a oggi, non a un periodo scelto da noi. Una giocata si chiude alla prima vincita o dopo 1 estrazioni, e una nuova condizione che si avvera mentre una giocata è in corso viene ignorata. Puntata di 1 € su ogni singola giocata — non sull'insieme della previsione.
Questa pagina non dice di giocare né di non giocare, e non propone alternative "migliori": mostra soltanto cosa sarebbe successo applicando questa regola per 87 anni. Un ritardo alto non rende un'uscita più probabile.
Dati storici e statistici — nessuna previsione. Leggi la metodologia