Due consecutivi su Genova e Torino insieme aprono una sestina per ambo e terno
Titolo scelto da LottoPedia: la fonte lo chiamava «L'Asse Contiguo Genova-Torino». La fonte è indicata qui sotto.
Quando su Genova e su Torino escono, nella stessa estrazione, due numeri consecutivi ciascuna (una differenza di 1, es. 10 e 9), si calcola l'ambata moltiplicando il 2° estratto di Milano per il 2° di Venezia. Cinque abbinamenti si ricavano da differenze e somme fisse fra Firenze, Roma, Genova, Bari e Venezia (sempre con il fuori 90; se un calcolo produce un numero già presente, si aggiunge 1 finché non è più un doppione). Ambata e abbinamenti — una sestina di sei numeri — si giocano insieme per tutti gli ambi e i terni possibili, su Genova e Torino, per 8 estrazioni.
Dove la fonte non è precisa. Il documento si corregge da solo: il prospetto generale della fonte indicava 10 colpi, ma la specifica finale della stessa fonte fissa la giocata attiva a 8. Usiamo la correzione esplicita, non il valore superato. I due numeri consecutivi che fanno scattare la giocata non entrano nei calcoli: servono solo da spia. Abbiamo scelto l'interpretazione più favorevole al metodo, per non farlo perdere per un nostro cavillo.
Il metodo non è nostro: lo abbiamo solo trascritto e verificato sull'intero archivio.
| Condizione avverata | 350 volte |
| — ignorate perché una giocata era già in corso | 71 |
| Giocate avviate | 279 |
| Estrazioni effettivamente giocate | 1775 6,4 per giocata, su 8 massime |
| Costo di ogni estrazione giocata | 69,96 € in media: il numero di giocate cambia a seconda dell'estrazione che innesca. Struttura tipica: 2 ruote × 15 singole giocate (15 ambi) da 1,00 € l'una |
| Giocate chiuse con una vincita | 124 — 44,4% |
| Colpo medio della vincita | 4.3° |
| Ambi secchi usciti 250,00 € l'uno | 136 — 34.000,00 € |
| Terni secchi usciti 4.500,00 € l'uno | 6 — 27.000,00 € |
| Totale giocato | 124.180,00 € |
| Totale vinto | 59.080,00 € |
| Saldo | -65.100,00 € -52,4% di quanto è stato giocato — margine di incertezza ±11.401,75 € (9,2 punti), perché tutto dipende da quanti ambi, terni e quaterne sono usciti |
Come si ricostruisce il totale giocato: la posta è di 1,00 € su ogni singola giocata — non sull'insieme — quindi ogni estrazione costa 2 × 15 = 69,96 €. In tutto: 1775 estrazioni giocate × 69,96 € = 124.179,00 €, meno -1,00 € per le estrazioni in cui una delle ruote non estraeva — cosa che succedeva nei decenni passati — quindi 124.180,00 €. Le estrazioni giocate sono meno di 279×8 perché ogni giocata si chiude alla prima vincita, e le 71 condizioni scattate mentre una giocata era già in corso non ne aprono una nuova.
Il dato che una rivista pubblicherebbe è quello delle giocate vincenti: 44,4%. Sembra molto. Ma vincere non basta: conta quanto si vince rispetto a quanto è costato aspettare. Il saldo dice il resto.
Vale la pena guardare da dove arrivano i soldi vinti: 136 ambi (34.000,00 €) e 6 terni (27.000,00 €). Ambate e ambi escono spesso ma pagano poco; terno e quaterna sono rarissimi ma valgono migliaia di euro l'uno — bastano poche vincite per pesare quanto centinaia di ambi messi insieme. È il motivo per cui contare le "giocate vincenti" inganna: bisogna guardare da dove arrivano davvero i soldi, non quante volte si è vinto qualcosa.
Questa è la domanda che decide tutto: il metodo fa meglio di una scelta a caso? Abbiamo ripetuto 1500 volte la stessa identica giocata — stessa condizione, stesse estrazioni, stesse ruote, stessa posta — cambiando soltanto i numeri, presi a sorte.
| Saldo | |
|---|---|
| Il metodo | -65.100,00 € |
| Numeri a caso, risultato tipico | -64.125,00 € |
| Numeri a caso, il 5% peggiore | -80.995,00 € |
| Numeri a caso, il 5% migliore | -45.265,00 € |
Giocando a caso si è fatto meglio del metodo 801 volte su 1500, cioè nel 53,4% dei casi. In pratica una moneta: su questi dati il metodo e' indistinguibile da una scelta a caso.
Meno di quanto sembri, e va detto. Quasi tutto l'incasso di una giocata come questa viene dagli ambi, che sono rari ma pagano 250 volte la posta. Qui ne sono usciti 136 in tutta la storia dell'archivio: bastano pochi ambi in più o in meno perché il saldo si sposti di parecchio.
Il margine è di circa ±11.401,75 €, cioè 9,2 punti percentuali. Vuol dire che uno scarto di qualche punto rispetto alla perdita attesa non prova nulla, né a favore né contro il metodo: rientra nell'oscillazione normale.
È la ragione per cui la conclusione affidabile di questa pagina non è il saldo esatto, ma il fatto che nessuna durata e nessuna scelta di numeri porti il rendimento sopra quello che le quote consentono.
Non serviva l'archivio per sapere come sarebbe finita: bastano le quote. Ogni euro giocato all'estratto rende 62,4 centesimi in media, ogni euro sull'ambo 62,4 — sono le vincite ufficiali, meno la ritenuta, moltiplicate per la probabilità di indovinare. Perdere circa il 52,9% di quanto si gioca non è sfortuna: è come sono costruite le quote, e vale per qualunque giocata, con o senza metodo.
Su 124.180,00 € giocati la perdita attesa era -65.711,09 €. Il metodo ha chiuso a -65.100,00 €, cioè -52,4% del giocato contro il 52,9% atteso: uno scarto dello 0,49%. Nessuna scelta di numeri sposta questa cifra, perché la probabilità di ogni numero è la stessa e le vincite sono fisse.
La regola è stata trascritta prima di eseguirla, così com'è pubblicata, senza ritoccare né i numeri né la durata per migliorare il risultato: sarebbe stato scegliere la risposta e poi cercare la domanda. È stata applicata a tutto l'archivio, dal sabato 7 gennaio 1939 a oggi, non a un periodo scelto da noi. Una giocata si chiude alla prima vincita o dopo 8 estrazioni, e una nuova condizione che si avvera mentre una giocata è in corso viene ignorata. Puntata di 1 € su ogni singola giocata — non sull'insieme della previsione.
Questa pagina non dice di giocare né di non giocare, e non propone alternative "migliori": mostra soltanto cosa sarebbe successo applicando questa regola per 87 anni. Un ritardo alto non rende un'uscita più probabile.
Dati storici e statistici — nessuna previsione. Leggi la metodologia